PATTI SMITH @ Bologna – Teatro Manzoni 12 Maggio 2017 a cura di Anna Minguzzi

0
84
PATTI SMITH Bologna 12 05 2017 Photo Roberto Villani

 

Chissà quanti, tra i presenti al Teatro Manzoni in questo ritorno di Patti Smith a Bologna, c’erano anche il 9 settembre 1979, quando fu sempre lei ad esibirsi, questa volta allo Stadio, in un concerto ricordato come memorabile (e anche, perché no, segno dell’importanza che rivestiva Bologna dal punto di vista musicale in quel periodo). A quanto pare, la signora del punk si ricorda bene di quella data, al punto da esprimere parole ammirate verso Bologna e l’accoglienza che le è sempre stata tributata dalla città. Un concerto breve il suo, un’ora e venti appena, introdotto da alcuni brani suonati da Marianne Mirage, che si rivedrà sul palco durante i bis. Basta veramente poco però per rendersi conto di quello che è Patti Smith oggi, vale a dire una signora di 70 anni, neolaureata ad honorem all’Università di Parma, circondata da una band essenziale, che comprende anche il figlio Jackson alla chitarra, lo spirito e l’entusiasmo di una ventenne e un cuore ancora punk nel senso più ampio del termine. Molto interessanti in particolare le variazioni nelle dinamiche evidenti durante il live, che alterna in modo molto equilibrato momenti più tipicamente rock e momenti in chiave più acustica. Scegliere fra un repertorio ampio come quello di Patti Smith non è certo facile, e la scelta si concentra su brani abbastanza recenti e interessanti come “Dancing Barefoot” o “Pissing In A River”, con anche un paio di citazioni di lusso, come la cover di “When Doves Cry” di Prince e quella di “A Hard Rain’s A-Gonna Fall” di Bob Dylan. Questi elementi e queste alternanze riescono a sintetizzare molto bene quale sia lo spirito che caratterizza la Patti Smith di oggi, un’icona per un genere musicale, una presenza carismatica e un’artista (parlare di lei solo come musicista potrebbe sembrare riduttivo) di gran valore. Non ci sono ricercatezze particolari, lo stile è rimasto lo stesso, così come la capacità, con un sorriso o un gesto della mano, di attirare gli sguardi di tutti. Il tripudio si raggiunge quando, dopo la presentazione in dedica al marito, parte “Because The Night” ed è sempre Patti Smith ad invitare tutti sotto il palco. In un attimo si passa da un concerto un po’ ingessato, dove tutti sono rigorosamente seduti al proprio posto, ad un live rock sincero e scatenato. “Gloria” e “People Have The Power”, con cui, neanche a dirlo, si conclude il concerto, sono altre occasioni per scatenare l’entusiasmo, mentre il primo bis segna un ulteriore cambio di stile con una versione scarnificata di “Can’t Help Falling In Love” di Elvis Presley, che Patti Smith dedica al padre. Ancora una volta sono messe in mostra la donna e la rocker, e l’accoppiata tra le due è ancora una volta vincente .

Testo a cura di Anna Minguzzi

Foto copyright di Roberto Villani

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY

Inserisci il numero mancante (*) Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.