INTERVISTA AD AXEL RUDI PELL a cura di Anna Minguzzi

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Intervista Axel Rudi Pell

 

Ciao Axel, grazie per la tua disponibilità. Per cominciare, vorresti dire quali feedback stai ricevendo per il tuo nuovo album?

 

Ciao, grazie a te! Al momento sto ricevendo feedback solo dalla stampa specializzata, ma comunque sono tutti pareri positivi. Sembra che siano tutti molto contenti di questo nuovo album!

 

Un album che, a dirla tutta, potrebbe essere considerato come una raccolta di ballad, ma in realtà è qualcosa in più.

 

Sì, certamente. Intanto ci sono alcuni brani inediti, poi c’è la registrazione live di “The LIne”, che abbiamo deciso di includere nell’album perché è una versione che mi pare sia venuta particolarmente bene e che mi piace molto. Il primo brano inedito è “Love’s Holding On”, dove Johnny Gioeli ha duettato con Bonnie Tyler. Questa collaborazione è nata in modo abbastanza casuala. Da tempo avevo questo brano e avevo bisogno di una voce adatta, e mi è venuta in mente proprio lei, una cantante che mi è sempre piaciuta e di cui sono grande fan fin dagli anni ’80. Fortuna ha voluto che Bonnie venisse a fare un concerto dalle mie parti lo scorso autunno, in novembre, ci siamo conosciuti lì e le ho proposto di duettare in questo brano. Lei mi ha detto di mandare una demo e poi, lo sai come si dice in questi casi, “le faremo sapere”…invece, due o tre giorni dopo mi hanno richiamato per dirmi che il brano le era piaciuto e che era interessata a partecipare.

 

In effetti trovo che l’intreccio di voci tra lei e Johnny Gioeli sia veramente ottimo, molto adatto allo stile del brano.

 

Sì, vero? Anch’io sono molto contento del risultato. Poi c’è l’altro inedito, che è una cover di “I See Fire”. Questo brano è stato scritto da Ed Sheeran per la colonna sonora di qualche film de Lo Hobbit…non mi ricordo esattamente in che anno è uscito il film, forse nel 2013? Comunque, il brano mi era piaciuto molto, ma l’ho suonato apportando alcuni cambiamenti rispetto a quello iniziale, soprattutto perché ho inserito un riff di chitarra molto heavy e un assolo aggiuntivo nel finale.

 

Ma tu sei un appassionato di Tolkien e di tutti i suoi libri, dato che hai preso un brano ispirato a un film de Lo Hobbit?

 

In realtà no. Il problema è che non sono un gran lettore in generale, non ho proprio tempo!

 

Ho apprezzato molto anche la ripresa di un brano recente come “Forever Free”. Vuoi spiegarci di che cosa parla?

 

“Forever Free” è un brano che fa parte dell’album “Game Of Sins”, uscito nel 2015, mi pare. In pratica parla dei pensieri di una persona molto malata che, negli attimi prima di morire, ripensa a tutta la sua vita. È un pezzo molto intenso infatti, e trovo che Johnny ancora una vota sia stato perfetto nell’interpretarlo.

 

Ogni volta che pubblichi una raccolta di ballad devi, per forza di cose, escluderne alcune. Considerando tutta la tua carriera, hai però un brano che ti piace veramente più degli altri?

 

Oh, no, non potrei mai scegliere. Sono tutti i miei bambini (ride, ndr)!

 

Esulando un po’ dal tuo lavoro appena uscito, hai visto di recente qualche chitarrista giovane che ti ha colpito particolarmente e che vorresti consigliare?

 

In realtà no. Mi sembra che i giovani chitarristi di oggi siano tutti orientati verso sonorità più moderne e pesanti, e che non siano più interessati a fare assoli, ma solo a suonare più duro degli altri. Per cui no, non mi viene in mente nessun nome da consigliare.

 

Nel disco citi anche Neil Young, con una cover di “Hey Hey My My”.

 

Sì, certo, è uno dei miei eroi, uno dei miei musicisti preferiti di ogni tempo, era doveroso rendergli omaggio.

 

Un altro artista a cui non hai mai nascosto di essere legato è Ritchie Blackmore. Cosa ne pensi di questo suo ritorno al rock con i Ritchie Rainbow’s Blackmore?

 

Allora, guarda, io sono stato a uno dei concerti che hanno fatto i Ritchie Blackmore’s Rainbow la scorsa estate in Germania. Mi pare che fosse il primo, per cui posso anche immaginare che fossero tutti ancora un po’ “in rodaggio” e che magari le cose dopo siano andate meglio. Ronnie Romero, il nuovo cantante, mi è piaciuto moltissimo. Ha la voce giusta e l’attitudine giusta, è giovane e ha tanto entusiasmo, credo sia stata davvero un’ottima scelta. La sezione ritmica mi è sembrata molto valida, ma molto diversa da quelli che erano i Rainbow originali, per cui li ho trovati bravi ma diversi da quello che mi aspettavo. Blackmore…beh, una merda. Non c’era il minimo feeling in quello che suonava, non reagiva, non aveva il minimo trasporto verso quello che faceva, e anche il suo modo di suonare, era troppo morbido, non adatto per quello che faceva. Mi ha deluso, spero che nelle altre date sia andata meglio.

 

Per finire, hai già altri progetti per il futuro?

 

Sì, certo, verso la fine dell’anno tornerò in studio per registrare il mio nuovo full length, questa volta con brani inediti. Sono pieno di idee e sono sempre in movimento (ride, ndr)!

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