SIMPLE MINDS @ Teatro Manzoni – Bologna, 25 aprile 2017

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Sono stati tra i grandi ed acclamati protagonisti negli anni ottanta , raggiungendo come i Queen e gli U2 , l’apice della loro carriera al Live Aid , anno di grazia 1985.

In quell’ occasione , la loro straripante performance di mezz’ora, ha letteralmente infuocato e trascinato la composta e compita platea americana , come nessuno era riuscito prima di loro in quella storica giornata , mostrando a tutto il mondo di che pasta erano fatti e lo spessore qualitativo del loro live-act.

Attraversato il periodo aureo degli stadi e delle arene stracolme, a fronte di album imprescindibili quali “ New Gold Dream” , “ Sparkle in The Rain” e “ Once Upon A Time “, passando per tematiche impegnate e di grande spiritualita’ con “ Street Fighting Years” , i Simple Minds , dopo l’ultimo ventennio di alti e bassi, hanno deciso di staccare la spina, nel vero senso della parola e si sono divertiti a ridisegnare in chiave acustica i loro piu’ importanti successi , riproponendoli prima in un nuovo album e successivamente in tour che ha toccato i piu’ prestigiosi teatri del mondo.

Non poteva mancare Bologna in questo tour , che fu la prima citta’ al mondo a decretarne il successo in un sold-out leggendario al Palasport di Piazza Azzarita , nel lontano 1982 , come ha ricordato lo stesso Jim Kerr ad inizio spettacolo ed e’ proprio con la title track “ New Gold Dream ( 81,82,83,84 ) “ l’album portato in tour allora, hanno aperto il concerto di questo “ Acoustic Tour 2017” nel prestigioso scenario dell’Audotorium Manzoni.

Jim Kerr e Charlie Burchill , gli unici due superstiti della formazione originale, accompagnati da una band di ottimi musicisti , spaziano in lungo ed in largo all’interno del loro sterminato repertorio e brani incantevoli quali “ Promised a Miracle” , “ Glittering Prize “ e “ Spread Your Love To Me” , rivisitate nella nuova dimensione acustica , fanno spellare le mani di applausi l’entusiasta platea, mentre altre , tra cui l’intoccabile “ Someone, Somewhere In Summertime” e , appunto , “ New Gold Dream “ , risultano oltremodo penalizzate in questa versione intimo-teatrale.

Insieme alla talentuosa KT Tunstall , cantautrice scozzese che ha aperto la serata con un gradevole show voce e chitarra acustica , i Simple Minds hanno omaggiato i grandi maestri del passato come Bowie ( Andy Warhol) e Prince ( The Cross) , oltre all’immancabile “ Dancing Barefoot” della poetessa del rock , Patti Smith , brano piu’ volte ripreso anche dagli U2 , i grandi amici-rivali degli anni ottanta.

Gran finale all’insegna delle collaudatissime “ Don’t You ( Forget About Me) “ e “ Alive & Kicking” , brani che piu’ di ogni altro li rappresentano e li hanno rappresentati e che hanno decretato la svolta commerciale dei Simple Minds , trasformandoli da pionieri della new wave , allo status di superstar planetarie .

E’ innegabile pero’ , che una carriera interamente costruita su brani celeberrimi, ridonanti di tastiere e arrangiamenti all’insegna di un marchio di fabbrica incentrato sul maestoso andante , offrono un senso di scarno incompiuto ascoltandoli in queste nuove versioni, ma il pubblico presente pare gradire lo stesso e i teatri tutti “sold out” , premiano il coraggio di rimettersi in gioco da parte di Jim Kerr e Charlie Burchill , anche se, uscendo dall’Auditorium , la nostalgia per i tempi che furono , e’ davvero tanta.

 

Testo e foto copyright di ROBERTO VILLANI

 

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