OMAR PEDRINI @ Teatro Astra , San Giovanni Lupatoto ( Vr) 25 marzo 2017 by Anna Minguzzi

0
1914

 

 

Dopo diversi anni di assenza dalle scene e dai palchi, Omar Pedrini è lanciatissimo verso una dimensione live che può assumere diverse connotazioni e passare dai live per duo acustico a quelli in cui è accompagnato da una band a tutti gli effetti. La situazione che si propone al Teatro Astra di San Giovanni Lupatoto è una di quelle ibride. L’ex chitarrista dei Timoria si accompagna infatti con la chitarra acustica, e ha al suo fianco il validissimo chitarrista Marco Grasselli e l’altrettanto valido polistrumentista Carlo Poddighe per le parti di batteria, tastiera, mandolino e dei cori. La serata, nell’ambito della rassegna Acusticamente, è aperta dai Seta, band electro rock veronese, qui presente in formazione ridotta per adeguarsi al contesto, i cui brani sono sia impalpabili come il tessuto di cui portano il nome, che diretti e precisi come un colpo di fucile, anche nella dimensione acustica.

Da bravo appassionato di beat generation, Omar Pedrini vive il momento del concerto come se fosse un viaggio, e conduce i presenti in un percorso lungo il tempo, che si apre con “Via Padana superiore”, estratto da “2020 Speedball” dei Timoria. È un viaggio pieno di salti in avanti e all’indietro, che contempla molti estratti dall’ultimo album solista, “Che ci vado a fare a Londra?”, tra cui la title track e i brani “Gaia e la balena”,”Quando un uomo” e “Cane sciolto”, e estratti meno recenti, come l’immortale “Senza vento”. I brani originali sono alternati da alcune cover come “Hey Hey My My”, che è sempre presente nelle esibizioni live di Pedrini, una versione scarna ma intensa di “Impressioni di settembre”, e un accenno a “Psycho Killer” attaccata al finale di “Shock”. Omar Pedrini è un artista completo, che cita Majakowski e se stesso come poeta, e non ha nessun problema a raccontarsi, come artista ma soprattutto come uomo, che ha sofferto la malattia e i momenti di solitudine, ma ha sempre saputo rialzarsi e scrollarsi la povere di dosso. Lo testimonia il fatto che, come lui stesso ricorda verso il finale, è ormai pronto un nuovo disco solista, che dovrebbe essere pubblicato il prossimo 28 aprile e di cui viene eseguita anche un’anteprima. Il brano inedito a chiusura del concerto si intitola “Freak Antoni” e vuole essere un omaggio alla città di Bologna e al suo essere stata una capitale italiana della cultura, una fucina di talenti e una meta ambita per chi ha cercato l’innovazione. Il brano è efficace e rispecchia lo stile musicale di Pedrini; se anche gli altri pezzi del nuovo disco seguiranno questa falsariga, avremo di che gioire.

Testo e foto di Anna Minguzzi

NO COMMENTS