STEVE HACKETT @ FORTE DEI MARMI (LUCCA) – VILLA BERTELLI 16 LUGLIO 2016

by Riccardo Cappelli

Dopo l’Alan Parsons Live Project, anche Steve Hackett apre il suo tour italiano in Toscana, stavolta nella cornice versiliana di Villa Bertelli. La fedeltà del pubblico italiano per il chitarrista si è mantenuta solida anche dopo la sua fuoriscita dai Genesis (1977!) e Hackett ha sempre ricambiato venendo a suonare con regolarità nell’italico stivale. Dopo vari tour in elettrico si esibisce stavolta alla chitarra classica accompagnato da Roger King alle tastiere e Rob Townsend a flauto/sax. Il chitarrista inglese apre il set in solitudine, cospargendosi le mani di borotalco e sottolineando le difficoltà d’intonazione delle chitarre in serate particolarmente umide come questa.

L’esecuzione di Hackett è comunque impeccabile lungo tutto il concerto che porta a spasso nel tempo gli astanti tra brani della produzione solista come “Jacuzzi” e “Second chance”, materiale storico dei Genesis come “Supper’s ready” e “Firth of fifth”, un inedito ispirato a Pompei intitolato “House of the Faun” e perfino “Imagining”, estratto dall’unico album coi GTR. Dopo poco più di un’ora però Hackett saluta e se ne va. Il chitarrista ritorna per un paio di bis dicendo ironicamente che il suo obiettivo è di far addormentare le persone e che spera di riuscirci definitivamente con queste ultime esecuzioni, ma il concerto finisce dopo neanche ottantacinque minuti lasciando un po’ di amaro in bocca ai presenti. Una performance di gran classe che poteva però essere un po’ più sostanziosa anche nella durata, senza bisogno di arrivare alle maratone Springsteeniane.

Report e foto di Riccardo Cappelli ©

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