Microtilt: pregiudizio o seccatura?

Seconda puntata di questa rubrica che vedrà il liutaio Fabrizio Balladori rispondere a quesiti più o meno comuni che turbano le notti degli amanti della sei corde, puntando dritto al nocciolo della questione.

Una delle critiche mosse più di frequente alle Stratocaster nate negli anni ’70, deriva dalla scelta di Fender di utilizzare 3 viti invece delle canoniche 4 per fissare il manico al corpo dello strumento.

Esperimento da non ripetere o pregiudizio?

La piastra di fissaggio a 3 viti viene introdotta dalla Fender nel 1971 assieme al Microtilt, soluzione tecnica la cui finalità è quella di permettere le regolazione dell’angolo che si forma tra manico e corpo della chitarra.

Al Microtilt viene generalmente attribuita la responsabilità di un‘eventuale carenza nel sustain dello strumento, mancanza difficilmente percepibile in caso di perfetto assemblaggio fra le parti interessate.

Nel caso di esemplari non perfettamente assemblati, la conseguente area di contatto ridotta, fra manico e corpo, potrebbe incidere negativamente sulla resa dello strumento. In questo caso, il dettaglio appena descritto – unito ad una minore forza di serraggio esercitata da 3 viti anziché 4 – conferisce allo strumento una stabilità inferiore alla media, se paragonato alle Fender di concezione più tradizionale.

Fabrizio Balladori

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