Chi di voi non li conosce? Chi non ne ha sentito mai parlare? Alzi la mano chi non ne ha abusato almeno un migliaio di volte.

Ma per i lettori più distratti, quelli più lontani da un certo tipo di rock o pop, ecco un compendio tanto utile quanto prezioso messo a disposizione da Antonio Affrunti, che spiega questo tipo di accordi, dei quali possiamo sottolineare alcune caratteristiche principali: sono in genere associati a un suono che può variare da un leggero crunch a un distorto più cattivo, vengono spesso diteggiati nel range melodico più basso dello strumento proprio per sfruttarne le frequenze che ne aiutano l’efficacia in termini di sostegno e suono; e l’intervallo di quinta che li compone, inoltre, non crea, tramite armoniche indesiderate, dissonanze che sarebbero ovviamente enfatizzate dal suono distorto.

Questo video di Antonio Affrunti  è collegato all’articolo pubblicato sul numero 347 di Chitarre Magazine (luglio/agosto 2015).

 

 

 

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