Daniele Bazzani – Il basso alternato

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BassoAlternato_coverQuando mi è stato chiesto di partecipare con una mono-puntata didattica dedicata alla chitarra acustica ho pensato ai temi più diversi, per poi tornare a quello con cui vengo più spesso identificato, pur non essendo in realtà quello che mi caratterizza maggiormente, non come chitarrista-compositore, almeno.
Al basso alternato, tecnica prettamente statunitense ormai sempre più popolare nel mondo, e quindi anche da noi, ho dedicato diversi anni della mia ricerca e quindi del mio insegnamento, al punto di arrivare a pubblicare un libro edito da Fingerpicking.net, dal quale sono tratti gli esempi riportati nell’articolo…

 

Oggi questa tecnica vive un momento d’oro, grazie all’incredibile diffusione che le sta facendo avere Tommy Emmanuel, imitato da schiere di chitarristi ai quattro angoli del pianeta (che è tondo quindi chissà dove sono gli angoli!), chitarristi che attraverso la musica e lo stile dello straordinario musicista australiano stanno scoprendo giganti del calibro di Chet Atkins, Jerry Reed, Merle Travis e molti altri. Chissà quanti ragazzi non avrebbero mai avuto la voglia o il tempo o la possibilità di ascoltare capolavori immortali come “Windy And Warm” di J.D.Loudermilk o la strepitosa “Cannonball Rag” di Merle Travis, se non fosse stato per Tommy. Che oggi ci suona “Luttrell”, “Train To Dusseldorf”, “Biskie” e tante altre perle.

Il Thumbpicking – così definito nella terra in cui nasce, il Kentucky – è uno stile caratterizzato dall’utilizzo delle dita della mano destra in un modo molto particolare: il pollice si muove sulle corde basse in modo regolare producendo un accompagnamento che ha sia funzione ritmica che armonica, visto che le note prodotte rendono parte degli accordi. Le altre dita, indice, medio e anulare, provvederanno quindi a suonare la melodia e, dove sarà necessario, parti di accordo a completare l’armonia.
Il punto è che tutto ciò “suona” semplice, ma “non si suona” facilmente!

La cosa più difficile è rendere indipendente il pollice, che deve muoversi in modo regolare sui bassi non curandosi di ciò che suonano le altre dita, e per farlo al meglio bisogna semplificare e dividere il lavoro. È per questo che ho suddiviso il percorso in tre fasi fondamentali: il pollice che suona due bassi, al quale si aggiungono indice e medio; il pollice che suona tre bassi, sempre con due dita aggiunte; il pollice che suona tre bassi e le altre tre dita che si alternano sulle tre corde alte.
È una semplificazione eccessiva e non ci sarà modo di trattare tutto l’argomento qui, ma spero di darvi abbastanza spunti da incuriosirvi e spiegare le basi di questa tecnica così affascinante.

Innanzitutto, cosa vuol dire una frase tipo “Il pollice che suona due bassi”?
Partiamo da un presupposto che è il fondamento di questa tecnica: in modo onomatopeico il basso alternato viene anche definito “Boom-Chick style”, perché i quattro quarti della battuta su cui andranno a cadere le note suonate dal pollice danno un supporto ritmico che può ricordare quello di cassa e charleston della batteria suonati rispettivamente sui movimenti dispari e pari di ogni misura; il “Boom” è di solito la nota fondamentale dell’accordo (ma non è sempre così) e il “Chick” è una nota, in genere più alta della prima, che funziona come contrasto della prima e della terza, ed è sempre la stessa. Andiamo a vedere il primo esempio, ricordando che di solito, sullo spartito, le note suonate con il pollice hanno il gambo rivolto verso il basso.

Esempio 1:

esempio 1

Suoniamo una semplice progressione di Do maggiore e La minore, la mano destra però suona solo i 4 bassi su ogni accordo, con il pollice, e una sola nota aggiuntiva, prima con l’indice sulla terza corda, poi con il medio sulla seconda. All’inizio si può provare a suonare anche solo la sequenza dei bassi, aggiungendo poi le altre note. Suonare prima lentamente poi più veloce ci porterà a capire come suoni in realtà questa tecnica, il supporto ritmico che fornisce è notevole, e ancora non abbiamo fatto niente.
Questo primo esempio ci permette di aprire il discorso: avrete notato che la prima nota di ogni battuta è la cosiddetta “tonica”, la nota che dà il nome all’accordo, è forse la maniera più frequente di suonare con il basso alternato, ma non è l’unica.
A questo punto possiamo dividere le tipologie di accordo in tre gruppi: quelli che hanno la tonica sulla sesta corda, come il Mi maggiore, il Fa, o il Sol, parliamo sempre di accordi in prima posizione; quelli che hanno la tonica sulla quinta, come il Do, il La maggiore o minore, il Si minore con barrè al secondo tasto; e quelli con tonica sulla quarta, come il Re, maggiore o minore.
Perché questa distinzione? Perché sarà l’accordo, molto spesso, a dire alla mano destra cosa suonare, grazie alla disposizione delle note al suo interno. Ecco che l’esempio successivo chiarisce il tutto, suoniamo quattro bassi con il pollice mentre indice e medio si alterneranno su corde diverse, quali corde sarà proprio l’accordo a dircelo:

Esempio 2:

esempio 2

 

nel primo segmento (i segni ripetizione dividono ogni due battute come esercizi separati) abbiamo un’alternanza Do-La minore, i bassi saranno quindi sulle stesse corde, così come le restanti note;

il secondo gruppo, Sol-Mi minore vede come unico cambiamento la nota di partenza, che sarà la sesta corda;

il terzo ci porta a cambiare fra accordi costruiti in maniera differente, quindi sul Do la prima nota sarà proprio il Do sulla quinta corda, mentre sul Sol sarà il Sol sulla sesta;

le ultime due battute pongono all’inizio la difficoltà maggiore, i bassi sono prima quelli del La minore, ovvero quinta e quarta corda, poi però diventano quelli del Re minore, quarta e terza corda, con indice e medio che si alternano sulle due corde più alte, questo cambio di solito crea più problemi degli altri. Ebbene si, anche la terza corda viene a volte considerata un basso, strano eh?
Da notare come nella quarta battuta il Mi sulla quarta corda sia preso con il 3° dito della mano sinistra: questo perché di solito conviene diteggiare per intero un accordo anche se non lo si suona completamente. In questo caso il Mi minore in prima posizione ha anche il secondo dito sul Si al secondo tasto della quinta corda, ma non lo stiamo suonando. È più comodo diteggiare accordi conosciuti e si corrono meno rischi in caso di basso sbagliato!

A questo punto siamo pronti per il primo vero esercizio (il consiglio però è di praticare molto anche i primi esempi), nel quale suoneremo un giro di Do con i vari cambi di cui abbiamo parlato:

Esempio 3:

esempio 3

Ecco che l’alternanza fra le varie tipologie di accordo è praticamente continua, e si dovrà imparare a gestire ogni singolo passaggio, perché questo è quello che capiterà quando accompagneremo una canzone; soprattutto il passaggio da La minore a Re minore e poi a Sol sposterà il baricentro della mano destra portandoci a commettere errori.
In questo esempio vediamo anche cosa succede se invece di suonare con l’indice la prima nota alta, la suoniamo con il medio, ma sulla sua corda, che è la seconda: il pattern è completamente invertito e la sonorità cambia in modo radicale.
A questo punto potremo affrontare ogni sequenza di accordi ci venga in mente, e suonare qualsiasi canzone che si presti a questo stile, anche quelle in apparenza lontane.

Fino a questo punto abbiamo solo trattato il tema accompagnamento, ma cosa succede se proviamo a unire due semplici elementi come una scala maggiore e un basso alternato?

Esempio 4:

esempio 4

Presi separatamente sono banali, ma provare a suonare una scala con indice e medio con i bassi che si alternano in maniera regolare, è cosa piuttosto complessa, soprattutto quando proveremo a farlo senza leggere! Gli esempi sono in prima posizione in Do e in Sol, ma si può suonare qualsiasi cosa, qui non si parla più solo di accompagnamento, ci sono gli elementi base del Fingerstyle vero e proprio.

Proviamo a suonare? 

Esempio 5:

esempio 5

Ma si, proviamo!

Le prime otto battute contengono un tema essenziale che si ripete su accordi che cambiano, la progressione è molto semplice ma ci aiuta a tenere tutto sotto controllo, attenzione però che di “molto semplice” qui non c’è nulla! Considerate che questa lezione per me arriva dopo qualche mese di studio, quindi se alla fine della lettura dell’articolo non riuscirete a suonare come vorreste non vi preoccupate, non avete nulla che non va, è che ci vuole più tempo.

Il Mi minore della battuta 5 è sempre diteggiato per intero, ecco che la melodia, la nota La sulla terza corda, dovrà essere suonata dal mignolo della mano sinistra. È pensato per essere suonato a ripetizione, quindi imparatelo anche a memoria e suonatelo tante volte.

Le seconde otto misure sono un altro piccolo “brano”, un tema che è accompagnato da una progressione simile alla precedente ma in Do maggiore, la cosa che secondo me è da sottolineare è che tutto ciò che si ascolta è dato dal lavoro della mano destra, la sinistra infatti, oltre a cambiare gli accordi, è quasi sempre immobile! È anche importante ricordare che le note della melodia, in molti casi quando si suona con il basso alternato, o sono suonate insieme a un basso, o fra due di essi. Un errore frequente è quello che vede lo studente di turno spostare tutto in avanti suonando gli ottavi come fossero dei quarti allungando le battute.

Mi fermo a questo punto perché non voglio rovinarvi il finale che troverete sul libro insieme a tante altre lezioni, anche se sono sicuro avrete già capito dove andremo a parare, spero il tutto sia stato utile e abbia incuriosito qualcuno o dato ad altri delle chiavi di lettura per quello che riguarda questo stile così semplice ma ancora oggi così affascinante.

Buon lavoro a tutti.

Scuolacustica

 

 

1 COMMENT

  1. questa e’ una cosa che suonavo 35 anni fa, quando usci’ Giovanni Unter, etcetera’…Ormai la ritengo una cosa sorpassata e sursuperata 4e sono anni che la cosa non mi interessa piu’. Piuttosto e anzicheno’ pubblicate lezioni di Flatpicking! Quelle cose che dici sono facili farle con le dita, provaci col plettro!!! Lunga vita al grande Norman Blake ed al divino Tony Rice! Ormai ci restano solo loro…

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