AUTUNNO CALDO, IL ’78 – Van Halen, innovazioni in… Eruzione!

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di Fabio Dellerba

Tratto da Chitarre n. 182 – Aprile 2001

Un estratto di un articolo didattico apparso qualche anno fa su Chitarre. Fabio Dellerba parla di Van Halen, analizzandone caratteristiche tecniche su uno sfondo di tempi ormai andati, proponendo trascrizioni e cifre stilistiche dell’Olandese…

I padri sacri dei fifties; poi gli eroi dei sixties; poi l’apoteosi dei seventies; poi… il punk ?!?, “il rock è morto”, “la chitarra è sepolta”, e finalmente… Eddie! e la sua chitarra, vascello fantasma di una fantastica rotta contro corrente; il rock resuscita, e la chitarra non è mai stata così in forma (e lo sarà ancora, per decadi a venire…)

Blues

La matrice da cui tutto (ancora fino a oggi, siamo nel ’78!!) viene e per cui tutto passa; anche Van sembra perso, specie nel suo amore (a volte irriconoscibile) verso il british blues (Clapton su tutti):

Un lick sulle seste, un classico della chitarra blues, usato un po’ da tutti (es. Jimi Hendrix – “Red House”).

 

Whammy bar

Una frase di “Ain’t Talkin’ ’Bout Love” che troviamo un po’ ovunque nel fraseggio di Van Halen. Il trucco? C’è: la leva (sull’intavolatura è segnalata con la lettera W=Whammy bar) viene abbassata prima di suonare la nota e poi rilasciata una volta che la nota suona. Eddie arriva alla successiva con un glissato e da qui riparte, stesso trucco, stesso suono:

Altra prerogativa che ha fatto scuola di questo olandese scalmanato sono i cosiddetti tapped harmonics. Nell’esempio che segue dopo un comune bending al settimo tasto, l’indice della mano destra colpisce il XIV tasto (proprio sopra il metallo della barretta) generando un armonico.

 

Tremolo picking

Con questa definizione si fa riferimento a un veloce passaggio eseguito con pennata alternata sulla stessa nota, un po’ quello che si fa sul mandolino:

 

Legati e 3 note per corda

Nell’esempio seguente un Van Halen già maturo (siamo nel 1984) sembra ispirarsi ad uno dei suoi preferiti, Allan Holdsworth:

In “Drop Dead Legs”, Eddie usa un pattern costituito da una porzione di scala maggiore, trasportata su e giù per la tastiera con una diteggiatura a 3 note per corda in cui plettra solo la prima nota di ogni terzina; il resto è legato (e storia).

 

Tapping (triadi)

Siamo così arrivati al fiore all’occhiello dell’olandese. Solo un accenno al classico dei classici (“Eruption”):

Mano destra che tappa le note cerchiate, tutto il resto da legare e via. Ormai sembra preistoria a sentire i vari Lynch e Batten, ma tutto è iniziato da qui, da questa successione di triadi.
Su “Hot For Teacher” il piatto si fa più ricco. Il pattern non è più a 3 ma a 4 note per corda:

 

Tapping (intervalli)

“Push Comes To Shove” del tapping ci offre un uso diverso, ma ugualmente creativo. Nella frase in questione l’indice della mano destra aiuta a suonare gli ampi intervalli di 6a con una sonorità insolita.

 

Questi e mille altri trucchetti diventano in breve pane per denti di qualsiasi guitar kid (basta voltare qualche pagina; ecco la storia della storia della chitarra rock che, dopo un riposino di qualche anno, riprende a macinare menti, corpi e intere generazioni, orecchie e dita comprese.

 

 

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