‘ROUND THE (ROCK)BLUES – A page on Page!

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di Emanuele Fizzotti

Tratto da Chitarre n. 189 – Novembre 2001

In ogni genere musicale ci sono eventi che sanciscono punti di arrivo inequivocabili; da quel momento in poi la storia non sarà più la stessa. Alcune frasette (oltreoceano: lick) diventano così le famose pietre miliari, punti fermi dai quali è molto difficile (impossiblie?) prescindere se si vuole il sound di quella certa area musicale. Uno di questi ‘lickaroli’ incalliti che hanno scritto, nella storia del rock, una pagina fondamentale è… Jimmy Page, genio e sregolatezza, l’abbiamo già detto: probabilmente la migliore definizione possibile di questo guitar hero; da sempre accusato, probabilmente non senza un pizzico di ragione, di essere sporco e approssimativo nelle sue esecuzioni; di questa stessa caratteristica una interpretazione del tutto opposta direbbe che ‘Pagey’ tende a sacrificare la tecnica a favore della spontaneità e della comunicatività…

Di questa zona della storia del rock l’aspetto tecnico su cui qui ci soffermeremo ruota attorno all’uso dei legati (specie pull off): abbondanza e gusto, quantità e qualità. Cominciamo con una frase molto nervosa tutta plettrata. Qui proposta in La minore (pentatonico o blues), nel solo di “Black Dog” a 4’25” o “Stairway To Heaven” versione live a 6’54”; oppure in Mi blues nel solo del boogie di “Whole Lotta Love” di nuovo dal live The Song Remains The Same a 9’32”:

 

Come nell’esempio precedente, poche note ripetute più volte in ipnosi. In questo caso 6 note [ottavi??] (mi-sol-la-sol-mi-la) che, suonate su 4/4, nella frase spostano dal battere al levare l’accento (>) sull’ultimo la.

 

Page usa questa stessa soluzione:

1) in contesto minore: mi, sol e la sono 5ª, 7ª minore e tonica di La minore; come nell’esempio a 6’42” da “Stairway” versione live;

2) sempre in contesto minore: mi, sol e la sono tonica, 3ª minore e 4ª di Mi minore;

3) in contesto maggiore: mi, sol e la sono 6ª maggiore, tonica e 2ª maggiore di Sol maggiore (per esempio nel brano “The Song Remains The Same” dall’omonimo disco a 3’10”’ in tonalità di Re maggiore; in questo caso le note trasposte sono si, re e mi).

Frase dal sapore blues usata/abusata anche da Alvin Lee, Johnny Winter, Jeff Beck e milioni di altri. L’esempio è tratto da “Heartbreaker” a 3’20.

Stessa frase in Mi nel boogie di “Whole Lotta Love” a partire da 10’04”. Altro cliché di molti chitarristi rock-blues; spostare questa frase su e giù per il manico senza cambiare diteggiatura.

 

A 0’46” di “Moby Dick” sullo stop di batteria questa micidiale mitragliata di note; pull off con corde a vuoto scendendo su Re dorico in prima posizione. Questo lick ricorda molto da vicino (come tanti altri aspetti dello stile di Jimmy specialmente nel 67/68) una frase di Beck nel mitico “Jeff’s Boogie”.

 

La prossima frase, spesso usata da Jimmy, possiamo considerarla la mamma di tutti i legati con tapping alla Van Halen; anche se qui la mano destra plettra soltanto. Zoso sale lungo le prime due corde seguendo la pentatonica di Mi minore e legando sempre si e mi a vuoto. Altre volte Page si muove su e giù per la corda ➂ o su ➂ e ➃ (inizio del solo di “Rock and Roll”; e un po’ ovunque in “Dazed and Confused” versione live).

 

Ci rivediamo presto con una aberrante escursione su un aspetto insolito di un’altra tecnica basilare della chitarra rock: il bending, effettuato però alla Page, cioè agendo sulla paletta…

 

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